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Rif. Social Media Manager

Fonte: http://www.valentinastefanelli.it/

Fonte: http://www.valentinastefanelli.it/

Se state cercando lavoro come Social Media Manager, Community Manager e affini vi faccio le congratulazioni, troverete tante opportunità per mettervi in gioco sparse per il mondo.

La prima cosa da capire è se volete restare nella vostra zona d’origine oppure volete spostarvi. Probabilmente la vostra terra natia offre già tante possibilità e allora, che dire, siete ancora più fortunati.

Quello che mi sento di consigliare è di tenere gli occhi aperti ed essere recettivi per valutare sempre e comunque nuove strade da battere, nuove idee da portare avanti, nuovi progetti da abbracciare. Con questa tipologia di lavoro non smetterete mai di sorprendervi delle innumerevoli declinazioni disponibili in Italia e all’estero.

Se abitate in una zona del centro-sud Italia probabilmente vi chiederanno anche dei rudimenti di photoshop o delle capacità di comunicazione che non abbraccino solo il social se non solo il web. Non sorprendetevi se vi avevano preso per seguire un progetto social e ora vi ritrovate a gestire i clienti o a cercarne di nuovi.

Se abitate a Milano forse avrete un team da coordinare e vi sarà richiesto di essere sempre aggiornati sulle ultime tendenze, sarete il punto di riferimento per la tecnologia a cui tutti verranno a reclamare.

Alcune volte e per alcune aziende vi sarà richiesto “esclusivamente” lo sforzo strategico e creativo che metta in moto l’intero assetto operativo di social media marketing, altre volte vi sarà richiesto di essere voi stessi mente e braccia dell’intero processo. Ecco le caselle da riempire, le funzioni che vi saranno richieste, considerando che alcune volte potreste dover rispondere solo ad alcune di queste voci mentre altre volte a tutte se non di più.

Ideazione di un progetto di social media marketing: concept creativo e strategia

-Selezione e realizzazione degli account social

-Realizzazione dei piani editoriali per la gestione degli account

-Gestione e community management degli account social

-Realizzazione e gestione dei piani di advertising sui social network

Reportistica e analisi dei risultati

Ma prima della ricerca vera e propria, prima di candidarsi ad una posizione aperta insomma, sarà fondamentale dimostrare di essere dei veri appassionati, dei newskeeper di professione. Per questo dovrete essere aggiornati e, perché no, anche un po’ smanettoni. Le prime cose da fare sono due.

-Seguire blog di personaggi autorevoli, ecco alcuni italianii: Davide Licordari, Paolo Ratto, Davide Pozzi, Giorgio Tave, Roberto Venturini, Jacopo Pasquini, Gianluca Diegoli, senza dimenticare alcuni magazine a più mani come Wired, Ninja Marketing, Mashable.

-Cavalcare i trend della rete intervenendo il più possibile nei dibattiti in corso, ad esempio, utilizzando gli hashtag più chiacchierati.

-Avere una presenza social solida e riconoscibile attraverso la cura costante e quotidiana dei profili personali, ricordando di mantenere la vostra immagine cross social coerente.

Chiunque vorrà darvi una possibilità in questo campo non resisterà alla tentazione di cercare il vostro nome su Google, ecco perché occorre avere tutto sotto controllo.

Avete già provato a vedere a cosa siete immediatamente associati nella prima pagina dei risultati di Google?

Advertising e Content: le due facce della stessa medaglia

social advertising

Parliamo di Facebook ads, la piattaforma di advertising di uno dei social network più utilizzati al mondo (solo in Italia siamo sia già in 24 milioni ad essere registrati).

Chiunque abbia pianificato una campagna pubblicitaria o l’abbia commissionata a terzi, capirà facilmente che l’impostazione di un annuncio (in termini di obiettivi, destinatari, testi e immagini)  è già una questione di content, anche se con le dovute limitazioni che la piattaforma impone.

Ma ciò su cui voglio riflettere, aprendo una nota a margine, è l’importanza di calibrare il piano editoriale alle attività di advertising programmate.

Sembra quasi una banalità dire che le persone a cui ci rivolgiamo con le ads sono le stesse che atterrano in pagina, le stesse che quotidianamente si scontrano con la bontà delle pubblicazioni, ma più volte mi è capitato di cliccare su un annuncio per poi trovare post che non avevano alcuna attinenza con gli annunci e neppure lo stesso stile comunicativo! Messaggi destabilizzanti, iniziative concluse o mai create in grado di generare confusione sul tono di voce, sugli obiettivi e sulla reputazione aziendale.

E un occhio attento non si fermerà a leggere più di qualche post per poi lasciare la pagina senza alcuna conversione.

Ecco cosa fare: confezionare un piano editoriale a matrioska che vada di pari passo con le campagne di Facebook ads, che sia completamente in linea con immagini e testi, che non destabilizzi l’utente alla sua prima visita e senza mai abbandonare mai la qualità del content, garantendo a chi atterra non solo quello che  esattamente si aspetta ma anche l’appiglio per restare, cliccare mi piace e, perché no, interagire con i post: curiosità, novità, informazione e intrattenimento vanno sapientemente mescolate in base alle specificità dell’azienda senza mai dimenticare di rispettare coerenza e trasparenza in ogni comunicazione.

E il gioco è fatto.

 

Come nasce un sito? E una pagina Facebook?

fiocco rosa

Come nasce un sito internet? Un blog? Una pagina Facebook? Come nasce un’idea? E una professione? Per me tutto allo stesso modo.

Tutto nasce e soprattutto cresce grazie alla passione, alla voglia di portare avanti le proprie idee e soprattutto grazie a degli obiettivi chiari visibili senza particolari lenti. Tutto condito da tanta informazione.

La scintilla mi ha colpita dritta in fronte  quando ero ancora al liceo, ipnotizzando la mia attenzione e le mie notti grazie al piacere della scoperta, nella speranza di capire cosa muoveva il web e cosa rendeva magnetico quell’oggetto grigio e gigantesco che era il mio primo pc fisso.

Non chiedetevi quanti anni ho, vi basti sapere che non ho partecipato al ’68. Ma  – considerando l’interesse nascente e l’annoso sesso femminile – diciamo che l’investimento hardware iniziale fu piuttosto esiguo.

Adoravo l’html e quella sensazione di genio creativo che ne veniva fuori una volta riempiti di tag dal sapore magico/matematico  fogli su fogli di blocco note. Peccato non poterli cestinare arrotolandoli, mi sarei sentita ancora più creativa.

Il risultato? Pagine di accozzaglie colorate che parlavano di me. Certo l’obiettivo non era nobile ma era il neonato interesse a incollare le mie dita alla tastiera, un primo spiraglio dettato dalla voglia di sperimentare e costruire per scrivere e raccontarsi.

Dopo anni eccomi di nuovo con la stessa voglia e qualcosa in più: mezzo bicchiere di esperienze in ambito social media e tanta voglia di riempire l’altra metà… anche se comincio a sospettare che ci sia un buco da qualche parte!

Social Media Strategy su misura

Social Media Strategy

Sei un brand o lavori per un brand? Utilizzare tutti i social media esistenti potrebbe essere peggio di non usarne neppure uno.

L’unica strada percorribile, la più utile, è adattare la comunicazione social alle esigenze dell’azienda, alla tipologia di prodotto che si produce, distribuisce o commercializza e alla tipologia di clienti che si hanno. Le strategie vincenti sono quelle che sanno valorizzare, attraverso i social network le caratteristiche specifiche della relazione già esistente tra il proprio brand e i propri clienti.

Allora scegliamo solo i canali più utili a “descrivere” il prodotto o la “relazione” col cliente e diversifichiamo la comunicazione, selezionando quelli più pertinenti alla strategia di relazione e agli obiettivi prefissati.

Diversifichiamo i linguaggi e i contenuti: lo stesso contenuto distribuito attraverso diversi social media non è una scelta efficace. Così come lo stesso stile comunicativo moltiplicato attraverso tutti i social network. Le imprese che hanno ottenuto i risultati migliori sono quelle che hanno saputo valorizzare la specificità del singolo canale per costruire un diverso livello di engagement con i loro interlocutori.

Solo così si costruisce una comunicazione integrata, dove l’integrazione è data dal fatto che ogni piattaforma genera un “pezzettino” della relazione con il cliente.

I (will) have a dream!

images

C’era una volta l’incoscienza, la gioventù sconsiderata, quella che ti porta credere di poter fare qualsiasi cosa.

Dove è finita quella energia che caratterizza tutti i giovani nell’indole, quella forza che è parte fondamentale di una fase e che dovrebbe essere patrimonio dell’umanità intera?

Mi capita di discutere serate intere su idee, progetti, avventure da non perdere, strade da intraprendere e soluzioni possibili per poi cestinare ogni cosa nel momento stesso in cui ne vengon fuori le parole.

E voglio dirlo qui: mi batterò per portare a termine anche solo uno di questi possibili lampi di genio, lo giuro.

Vedo, leggo e scopro di giovani che trovano la forza ed il coraggio di mettersi in gioco ma sono davvero pochi rispetto alla totalità. E allora di che cosa abbiamo paura? Di sbagliare, di fallire, di scoprire che non c’è davvero speranza… Non è che non ci va proprio di combattere?

C’è qualcuno che ha ancora un sogno, un’idea che porta dentro da tempo?

Vi chiedo di crederci ancora. Tutto quello che avete sempre sognato è possibile o avvicinabile solo se ci credete voi per primi.

La ricerca di un lavoro che ci soddisfi o del proprio posto nel mondo, svegliarsi soddisfatti ogni mattina (o quasi) e avere le energie per affrontare una difficoltà sono solo alcune delle variabili connesse a quelli che erano – e forse sono ancora –  i vostri sogni

Ecco il consiglio: cercate ovunque stimoli che vi permettano di portare avanti le vostre idee, parlate con amici e conoscenti interessati, informatevi sulle possibilità che avete a disposizione e prendete in seria considerazione le vostre idee!

Amen.

Approcci per un sito web

web inspiration by moseek.com

web inspiration by moseek.com

Emozioni su emozioni e salvataggi compulsivi fino alla n-mila versione dello stesso file, sono serviti a riempire il mio desktop di idee, nel tempo  lasciate a riposo per dar spazio allo studio, all’informazione, alle esperienze senza schermo e al divertimento… innegabile.

Ho scoperto che quello che mi sarebbe piaciuto era toccare con mano prima di produrre qualcosa online. Era importante che quella traccia nella rete servisse a qualcosa e ho subito intuito che parlare di me fosse piuttosto inutile, addirittura più di ora. Pazzesco no?

Certamente questo non mi ha impedito di tirar su vari ed eventuali blog in bilico tra “la passione per la scrittura” e “gli umori altalenanti di una giovane donna a metà tra Dawson creek e Sex and the city”, ma di questo sarete informati negli articoli seguenti, niente scampo.

Nonostante la corsa dei miei coetanei alla realizzazione di un sito personale, ero sempre più convinta che ci volesse un’idea forte, un progetto strutturato e certamente obiettivi da raggiungere e misurare. Pensate ad una attività commerciale qualsiasi… fatto? Un sito deve rispettare gli stessi obiettivi.

Quello che puntualmente e maggiormente mi capita di osservare è il sito brand oriented, diciamo che lo preferisco, vista l’attitudine markettara e le esperienze portate a termine.

E voi? Avete un’attività e vorreste avere il vostro spazio o quello che avete non vi convince più? Vi state guardando attorno? Fate bene.

Il primo passo è documentarsi – anche se siete inesperti conviene capire cosa offre la rete e a che costi – saperne un po’ di più migliorerà il rapporto con il vostro web master e chi nega che potreste scoprire la vostra più grande passione? Con un minimo di interesse, tanta voglia di fare e del tempo libero potreste fare miracoli.

Anche in tv trovate spunti sugli strumenti necessari per la realizzazione di un sito e scommetto che le vostre mail sono stracolme di suggerimenti. Basta cercare su Google “sito web” e troverete MB su MB di guide e siti super veloci per la realizzazione facilitata della vostra presenza online. Trovato qualcosa di utile? Ecco i passi da seguire:

scegliere gli strumenti e la piattaforma di costruzione se non un web master;

stabilire gli obiettivi in linea con il target, il tipo di comunicazione insieme alla scelta del logo e della tipologia di contenuti da costruire o veicolare (degli obiettivi discutetene con chiunque, un cervello è sempre troppo poco; per il resto chiedete aiuto a un grafico di fiducia e – per il resto – a una come me);

scegliere il dominio, possibilmente breve e in linea con il prodotto, gli obiettivi e il contenuto: ci servirà qualcosa di semplice, immediato ed evocativo dei servizi offerti;

scegliere la grafica più in linea con il “già deciso”, facendo attenzione a non danneggiare il contenuto (es: evitate i colori troppo accesi o troppo scuri, tutto deve essere volto alla migliore lettura e alla veloce ricerca delle informazioni desiderate;

misurare le performance: ricordare che un risultato per quanto in linea con l’obiettivo, deve essere misurato, analizzato. Ogni punto di arrivo diventa il nuovo punto di partenza per il progetto successivo (come hanno trovato il nostro sito, chi è online, in quali orari e quanto tempo resta tra le nostre pagine, diventano informazioni essenziali per capire se stiamo lavorando bene: nessun sito cresce senza lo studio dei suoi analytics!);

aggiornate i contenuti  e connettetelo ai social media: un sito ha bisogno di essere vivo e di moltiplicare le sue possibilità di successo, ricordando che ognuno ha le proprie caratteristiche e un target di riferimento. Ovviamente vale la regola “più presidiamo e più abbiamo possibilità di farci conoscere” ma ricordando sempre di curare la qualità dei contenuti e non dimenticate: abbandonare un account, non gestirlo e non aggiornarlo costantemente è come non possederlo, solo fatica sprecata.

(Fonte immagine: dalla raccolta di Moseek.com dedicata ai siti in monocromatico, link)

La ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro.

In anni di università tra perplessità, nuove conoscenze e suggestioni sul più remoto futuro, ci sono poche frasi che fanno ancora capolino tra i miei pensieri e questa è una di quelle: la ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro!

Diverse  sessioni di orientamento, rincorse dei più ardui formatori e convocazioni negli uffici di placement non sono state incisive come quella frase, letta in un manuale che proponeva la risposta alle tue reali attitudini.

La risposta ci terrei a sorvolarla, confusa quanto le mie embrionali attitudini… ma la realtà, lei era dietro l’angolo.

Ora chiedo a voi che state cercando l’impiego, probabilmente il primo:

Quanti CV inviate al giorno?

Che strumenti usate?

A chi fate riferimento?

E che risultati avete?

Sono qui per trovare le strategie più utili e suggerirvi le risposte ma solo se considererete di aver tempo libero per colazione, pausa pranzo e aperitivo! What else?

Scrivere per il web

scrivere per il web

Avete carta e penna? Ok, non vi servono se non ad appuntarvi qualche suggerimento da consultare anche quando il vostro pc è spento.

Scrivere per l’online ha bisogno di accorgimenti particolari che riguardano, non tanto la tipologia del contenuto, quanto la sua forma.

Ecco alcune semplici regole, scoperte pian pianino durante gli stage a pochi euro, alle prese con portali, siti statici, dinamici e quant’altro:

Sintesi: ogni argomento deve essere trattato con assoluta brevità, provando a comunicare immediatamente gli argomenti chiave di tutto l’articolo. Gli utenti hanno già commesso delle azioni per arrivare sul vostro testo e non si tratterranno a lungo se non troveranno immediatamente quello che cercano.

Chiarezza: L’utente non legge in modo canonico ma – soprattutto quando è alla ricerca di informazioni – scansiona il testo rapidamente, alla ricerca delle informazioni desiderate. Tutto deve essere funzionale a questa ricerca, anche la formattazione: parole chiave in neretto, elenchi puntati, paragrafi distinti, titolo esplicativo e chiaro, senza dimenticare che le immagini possono essere molto importanti… se utili a comunicare un concetto in modo veloce ed esaustivo. Il font e l’interlinea devono essere scelti in base alla facilità di lettura e non all’estetica… e il linguaggio deve rispettare il target di riferimento, ma la semplicità – ricordate – sarà sempre premiata.

Fonti e approfondimenti: Se citate ricerche o ulteriori contenuti che non sono di vostra produzione, è buona regola citare le fonti e magari inserirle in fondo all’articolo in modo chiaro ed evidente. Se ci sono approfondimenti da suggerire è il caso di pubblicare i link diretti. E’ oltremodo importante scegliere link e fonti in linea con i vostri contenuti e il più possibile affidabili, o che godono di ottima reputazione: sarà di giovamento anche per la vostra.

Interazione: Infine il testo deve essere linkabile, commentabile e condivisibile. Ogni utente è portato a compiere azioni, soprattutto se il testo lo ha conquistato davvero. Vogliamo perdere l’opportunità di farci fare del buon passaparola? Direi di no.