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Colletta le tue fonti Social per essere sempre aggiornato

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Se vuoi lavorare con i social, una cosa – intuibile, certo – con cui bisogna per forza di cose far i conti, è che tutto cambia velocemente e che bisogna rincorrere gli aggiornamenti delle piattaforme informandosi costantemente, per annusare prima di tutti quell’aria di cambiamento che inevitabilmente si riverserà anche sulle tue attività. Purtroppo e per fortuna, la corsa al cambiamento è inevitabile in questo ambiente che ha come caratteristica fondamentale la continua evoluzione. Niente panico! Cerca le fonti più utili o semplicemente per te più interessanti, come ad esempio: Ninja Marketing, Social Media Today, Social Best – questi sono davvero solo alcuni siti nella miriade di possibilità che troverai – e procurati una semplice app per raccogliere i tuoi feed o per inserire l’elenco delle fonti da te selezionate, in modo da accedere tutte le mattine, o nei momenti per te più congeniali, per fare zapping tra una news e l’altra ed essere sempre sul pezzo (anche qui ne troverai parecchie tra cui Feedly o Flipboard, che io personalmente uso e con cui mi trovo molto bene). Ti chiederai perché è così importante essere aggiornati e la risposta è: “perché se riesci ad essere innovativo nel tuo lavoro quotidiano, e quindi se riesci a trovare uno spiraglio interessante su cui basare le tue scelte in modo diverso da chi sta facendo il tuo stesso lavoro, probabilmente riuscirai ad essere più visibile degli altri. Ti sembra poco?”

Ad esempio se in questo momento ti stai informando sulle ultime novità, saprai di certo che Facebook ha reclutato oltre una dozzina di partner di primo piano tra cui Visa, Mastercard, PayPal e Uber per la sua “nuova” avventura. Tra i “soci” globali e più svariati si contano anche il sito di prenotazioni viaggi Booking, la società specializzata in tech finanziarie Stripe e il sito di e-commerce argentino Mercado Libre. Tutti dovrebbero investire attorno ai dieci milioni nella nuova valuta, un progetto dal nome in codice Project Libra. Di cosa si tratta? Tu dovresti saperlo!

Professione Social, sì ma quale?

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Social Media Specialist

Si occupa di gestire operativamente la presenza dell’azienda sui vari canali social come Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, Pinterest, Youtube, Google plus e chi più ne ha, più ne metta. E quando l’azienda recepisce il valore dell’attività social, solitamente è integrato nel reparto marketing e comunicazione per avere sempre un quadro su tutte le attività che poi hanno un riscontro assicurato anche sui canali social dell’azienda; produce contenuti e li pubblica sui vari social network, interagisce con gli utenti che commentano questi contenuti, modera le discussioni rispondendo anche alle critiche e deve essere sempre pronto a rapportarsi con tutti quelli che vogliono o hanno bisogno di interagire con l’azienda. Solitamente per questa posizione si cercano persone con un’ottima padronanza dell’Italiano ed anche una buona padronanza dell’inglese – questo poi dipende dalla tipologia di cliente gestito – e alcune volte si richiede che questo profilo sia anche in grado di sviluppare la grafica utilizzata insieme ai testi nelle varie pubblicazioni social. Per questo motivo, dei rudimenti sull’utilizzo di software di grafica non guastano, anzi. Per brand di “piccola taglia” può capitare che sia richiesta solo una persona in grado di svolgere tutto il lavoro social, che quindi riesca autonomamente ed operativamente a far tutto ciò che serve per gestire la presenza social del brand.

Community Manager

Questa figura potrebbe essere considerata un sottoinsieme della prima, oppure potrebbe avere ulteriori implicazioni oltre a quelle strettamente legate ai canali social dell’azienda, anche qui dipende dall’azienda. In linea di massima si occupa di gestire le relazioni con le community sia sulle pagine social aziendali sia al di fuori di esse, ad esempio in altri luoghi online come i gruppi facebook o i gruppi linkedin, altre community online o blog, il tutto finalizzato ad intercettare tutti coloro che potrebbero essere interessanti all’azienda per condurli all’interno della community di brand. Anche questa figura rappresenta a pieno titolo la voce del brand, il suo tone of voice, i suoi valori ed è in grado di rispettare tutte le regole del benestare sul web, riuscendo sempre ad ottenere il migliore risultato possibile per una collaborazione fruttuosa con gli intercettati.

Reputation Manager

Si inquadra solitamente all’interno di una squadra volta all’analisi delle conversazioni online presenti sui social dell’azienda e non. Parliamo di analisi realizzate ad hoc rispetto a temi particolari legati al brand ma anche ad analisi costanti rispetto ai beni e servizi prodotti o forniti dal brand. Il tutto per capire cosa pensa il pubblico dei prodotti, dei servizi, delle promozioni, delle iniziative ma anche dei valori e di tutto quello che va a rappresentare in qualche modo il mondo del brand in toto. Anche qui potrebbe essere una sola persona che lavora in grado, con l’uso di vari software, di intercettare quello che le persone dicono online e di tradurlo in percezioni del brand/prodotto che poi vengono esposte in modalità qualitative e quantitative. In soldoni se ci sono dei temi critici probabilmente si avrà a che fare con un sentiment negativo che dovrà essere approfondito per capire se ci sono aspetti da sanare e in che modo. Bisogna sempre considerare che ogni conversazione sul brand – negativa o positiva che sia – può rappresentare anche una nuova opportunità per cambiare rotta ed attuare strategie migliorative. L’importante è saperla riconoscere.

Digital PR & Influencer Specialist

Figura vicina sia al reputation manager che al community manager, ha il compito di promuovere il brand online e di interagire con tutte le figure di rilievo del web: giornalisti, esperti di settore, blogger, community, social star, influencer online in grado di orientare positivamente la reputazione dell’azienda sul web. Si occupa di gestire relazioni online con interlocutori differenti che possono portare valore aggiunto alle attività del brand grazie alle loro community, ai valori o ai settori che rappresentano o ai progetti che identificano e portano avanti; molto spesso è integrato nelle funzioni di PR dell’azienda e agisce sia preventivamente stimolando la pubblicazione di contenuti, sia in ottica difensiva nei casi in cui individua delle situazioni fonti di possibili crisi.

Social Media Manager

E’ il coordinatore di tutte le figure viste finora. E’ responsabile della progettazione della presenza online di un brand sui diversi social network e in particolare dell’adattamento dello stile di comunicazione delle strategie dell’azienda ai diversi mezzi che si utilizzano. Comunicare con il pubblico di Facebook, Twitter, Linkedin – infatti – non è la stessa cosa e un bravo social media manager deve essere in grado di comprendere che modalità utilizzare sui diversi media sociali. In alcune situazioni, potrebbe ritrovarsi da solo a gestire il tutto ed evidentemente sono richieste tutte o quasi le competenze descritte per gli altri profili di cui sopra. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di una figura strategica in grado di relazionasi con altre figure chiave dell’azienda, per ottimizzare le attività social sempre in accordo con tutte quelle previste da un piano marketing. Qualora qualcosa andasse storto, sarebbe questa figura a pagare le conseguenze proprio perché da sola rappresenta il perno su cui ruotano tutte le attività social e la reputation di una azienda. In alcuni casi potrebbe esserci più di un Social Media Manager, ad esempio quando c’è una agenzia che fornisce un team/un social media manager e l’azienda ne ha uno al suo interno per gestire i fornitori. Parliamo ovviamente di grandi aziende molto strutturate, che solitamente investono molto in questo tipo di comunicazione. Molto spesso questa figura è considerata – proprio per via delle sue skills da coordinatore – un punto d’arrivo perché prima di diventare un Social Media Manager, sei già stato anche un Social Media Specialist, un Community Manager, un Digital PR & Influencer Manager… e chissà che altro!

Il Social nella Digital Transformation dove si colloca?

Nell’era della Digital Transformation, in cui tutti si chiedono come innovare la produzione di un bene/servizio e dove non è più il prodotto al centro ma il cliente, dove si posizionano i social? L’organizzazione aziendale cambia radicalmente, così come cambia anche il modo di immaginarla. Un’organizzazione deve diventare una community connessa, collaborativa e digitale: un processo complesso che impatta sulla cultura e sulle tecnologie aziendali, allo scopo di offrire una customer experience personalizzata e realmente efficace non solo ai clienti ma anche ai partner, ai fornitori, agli stessi collaboratori. Diffondere i valori di una azienda e dei suoi prodotti diventa strategico e passa per la costruzione delle relazioni tra tutti gli attori coinvolti nella loro produzione, considerando che il valore di un bene o servizio non è prodotto solo da chi lo crea ma anche da chi lo consuma. Lo sforzo diventa molto impegnativo perché c’è bisogno di modificare la cultura aziendale e di avere a disposizione – tanto per semplificare – risorse umane disposte al cambiamento e risorse digitali per poterlo innescare. Di buono c’è che le potenzialità della Digital Transformation sono davvero tante e comprendono il fatto che competenze, capacità e creatività possono essere alla portata di tutti ed autorigeneranti.

Le piattaforme di Social Collaboration assolvono proprio a questa funzione, mutuando in ottica professionale la bidirezionalità ed il confronto real-time che i social network hanno apportato nell’era 2.0 e salvaguardando al contempo il perimetro della Community Aziendale.

La Community Aziendale viene così a caratterizzarsi come un ecosistema di valori e progettualità in comune riservate alla forza vendita, al marketing, al settore contabile/amministrativo, ai reparti produttivi, ad eventuali sedi distaccate, informatori e clienti tutti. Al suo interno – ad esempio – trovano spazio:

  • Accesso alla comunicazione interna a tutti i ruoli aziendali e da tutti i device, senza il vincolo di localizzazione geografica
  • Possibilità di legare le community interne a precisi obiettivi di business
  • Comunicazione tempestiva e notifiche di aggiornamento
  • Creazione di processi documentali integrabili e rintracciabili in modo ottimizzato
  • Possibile integrazione con altri software gestionali dell’azienda
  • Flessibilità e apertura al confronto e alla creazione di best-practices bottom-up
  • Possibilità di collaborazione veloce e sicura sia con i clienti che con i business partner
  • Uso della tecnologia come supporto alla persona ed evoluzione dell’organizzazione verso modelli più coesi e strutturati

Quando il cambiamento è necessario per essere competitivi, inizia la vera trasformazione. Tutti pronti?

Cosa significa lavorare nel Social?

Partiamo dall’inizio: il Social media marketing (SMM) è quell’insieme di strategie pensate su misura per le piattaforme social – Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Snapchat e tante altre – attraverso cui aziende e brand mirano a promuovere i propri prodotti o servizi, raggiungere nuovi clienti o coinvolgere di più e meglio i clienti attuali e, non ultimo, costruire e difendere la propria reputazione.

Il Social media marketing non coincide con il digital marketing ma è una sua parte. Chi decide di investire in marketing digitale elabora strategie più ampie che utilizzano tecnologie digitali per creare una comunicazione integrata, mirata e misurabile che aiuti ad acquisire e fidelizzare i clienti in target. Il social media marketing ha come campo d’azione esclusivo le piattaforme social, perfette per costruire relazioni forti e continuative tra un brand e i suoi clienti. Un brand, infatti, attraverso i social media, può ricevere feedback immediati sulla propria attività e sui propri prodotti, creando nell’utente un senso di appartenenza e stimolandolo ad avvicinarsi per poi invitarlo a compiere azioni precise come: condivisioni, interazioni, valutazioni e addirittura acquisti.

Il social media marketing non è solo social media advertising. Nel secondo caso si fa riferimento esclusivamente a strategie a pagamento: la maggior parte delle piattaforme social, infatti, ha sviluppato negli anni degli strumenti a pagamento che permettono a marketer di modulare il proprio investimento e impostare campagne finalizzate a raggiungere il proprio target, migliorare le conversioni, perseguire ulteriori obiettivi integrati con strategie digital e non.

Cosa fa chi lavora nel social media marketing?

Implementa e realizza la strategia social: stabilisce gli obiettivi di una strategia di social media marketing e le azioni per raggiungerli.

Realizza piani editoriali: crea contenuti da pubblicare sui canali social, definisce obiettivi di comunicazione, una timing di pubblicazione e tutti quegli elementi utili alla pubblicazione. A seguire, pubblica i contenuti sui canali e si occupa di moderare i commenti degli utenti.

Stabilisce – e in alcuni casi setta – le promozioni: tra tutti i contenuti identifica quelli più adatti all’amplificazione per raggiungere gli obiettivi della strategia e destina loro il budget appropriato.

Interagisce con gli utenti: rappresenta la voce del brand e risponde prontamente alle domande della community. Si occupa di reperire le informazioni corrette supportato dal brand e di utilizzare un tone of voice che identifichi al meglio il brand e i suoi valori.

Realizza la reportistica: analizza i risultati ottenuti dalle azioni di social media marketing per capire se gli obiettivi sono stati raggiunti e stabilisce come aggiustare il tiro.

E quindi… Vuoi entrare anche tu nel magico mondo del Social Media Marketing?

Per fare una scelta mirata, scopri di più sul settore grazie alla ricerca di Buffer “State of Social 2019”.

La ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro.

In anni di università tra perplessità, nuove conoscenze e suggestioni sul più remoto futuro, ci sono poche frasi che fanno ancora capolino tra i miei pensieri e questa è una di quelle: la ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro!

Diverse  sessioni di orientamento, rincorse dei più ardui formatori e convocazioni negli uffici di placement non sono state incisive come quella frase, letta in un manuale che proponeva la risposta alle tue reali attitudini.

La risposta ci terrei a sorvolarla, confusa quanto le mie embrionali attitudini… ma la realtà, lei era dietro l’angolo.

Ora chiedo a voi che state cercando l’impiego, probabilmente il primo:

Quanti CV inviate al giorno?

Che strumenti usate?

A chi fate riferimento?

E che risultati avete?

Sono qui per trovare le strategie più utili e suggerirvi le risposte ma solo se considererete di aver tempo libero per colazione, pausa pranzo e aperitivo! What else?