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Colloqui e anomalie

“Scusi lei è bravissima a cercare contatti per i colloqui e mi sembra di capire che ne fa tantissimi. Ma poi?”

“Ottima osservazione. Adoro ottenere occasioni di collaborazione e riesco sempre a fissare primi colloqui ma in effetti non segue quasi mai un secondo colloquio. Non mi fraintenda, non sono mai rimasta senza lavoro ma in effetti questa è una anomalia. Ma se fa più attenzione capisce che rispecchia esattamente l’anomalia del mercato. Quante volte i clienti propongono brief carichi di speranza sul futuro e sulle nuove tecnologie che poi pian piano vengono risicati fino all’estrema essenza? Ecco, io vengo contattata nei momenti di speranza e risicata subito dopo.”

Bene, le faremo sapere.

I (will) have a dream!

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C’era una volta l’incoscienza, la gioventù sconsiderata, quella che ti porta credere di poter fare qualsiasi cosa.

Dove è finita quella energia che caratterizza tutti i giovani nell’indole, quella forza che è parte fondamentale di una fase e che dovrebbe essere patrimonio dell’umanità intera?

Mi capita di discutere serate intere su idee, progetti, avventure da non perdere, strade da intraprendere e soluzioni possibili per poi cestinare ogni cosa nel momento stesso in cui ne vengon fuori le parole.

E voglio dirlo qui: mi batterò per portare a termine anche solo uno di questi possibili lampi di genio, lo giuro.

Vedo, leggo e scopro di giovani che trovano la forza ed il coraggio di mettersi in gioco ma sono davvero pochi rispetto alla totalità. E allora di che cosa abbiamo paura? Di sbagliare, di fallire, di scoprire che non c’è davvero speranza… Non è che non ci va proprio di combattere?

C’è qualcuno che ha ancora un sogno, un’idea che porta dentro da tempo?

Vi chiedo di crederci ancora. Tutto quello che avete sempre sognato è possibile o avvicinabile solo se ci credete voi per primi.

La ricerca di un lavoro che ci soddisfi o del proprio posto nel mondo, svegliarsi soddisfatti ogni mattina (o quasi) e avere le energie per affrontare una difficoltà sono solo alcune delle variabili connesse a quelli che erano – e forse sono ancora –  i vostri sogni

Ecco il consiglio: cercate ovunque stimoli che vi permettano di portare avanti le vostre idee, parlate con amici e conoscenti interessati, informatevi sulle possibilità che avete a disposizione e prendete in seria considerazione le vostre idee!

Amen.

AAA Cercasi hobbies!

“Abbiamo capito che è appassionato di social media ma nel tempo libero cosa fa? Avrà degli hobbies!”

“Allora vediamo… Di giorno lavoro le canoniche otto ore se on di più, perché – si sa  – il cliente è sempre il cliente. Uscendo dall’ufficio devo pensare a cosa mangiare, incontrare qualche essere umano per portare avanti la campagna “anche io ho una vita sociale” e,  sempre più spesso, mi capita di pensare che vorrei fare una corsa al parco per rigenerarmi (mi dicono che serve a questo oltre che a fare amicizia) e – dimenticavo – continuo a leggere e informarmi riguardo i social media. Perché sono loro la mia passione!”

Bene, le faremo sapere.

Seniority e irriverenza vanno a braccetto!

“La chiamo per dirle che l’abbiamo esclusa dalle selezioni. Ci dispiace, ma lei è troppo senior per la posizione ricercata. Auguri Professionali e buona giornata”.

“Magari fossi senior! A questo punto avrei una certa posizione, un team da dirigere e rispetto tutto intorno. Ascolti bene: senior non me lo ha mai detto nessuno! Ci tengo a sottolineare non sono junior ma neppure un senior. Direi più un intermedio, b1 o b2, non saprei definirmi. E’ un problema di stipendio, dica la verità? La posizione è perfetta per me, il social media strategist che cercate è un neolaureato? Che strategie potrebbe mai progettare uno che è al suo primo impiego? Ragioniamo sul compenso piuttosto, potrei abbassare la soglia e venirvi incontro, potrei indossare una toga o una corona d’alloro, se preferisce… potrei usare più frequentemente la mia potentissima crema antirughe; ah… dimenticavo, potrei anche preparare qualche caffè e inceppare la fotocopiatrice. Sono in linea ora?”

Tu, tu, tu.

Chi non ha un blog?

“Mi sorprende sempre sapere che un addetto al social media marketing non ha un blog…”

“Ma io non sono una blogger! Sono una social media marketing specialist, al massimo strategist. Vorrei essere una social media manager un giorno e forse, allora, potrei pensare di aprire un blog del tipo dioesiste.it ma, probabilmente, anche in quel caso, sarei talmente occupata nel mio lavoro da non avere tempo di scrivere in modo qualificante. Scrivere bene è una delle caratteristiche per un buon blog ma non la sola. Ci vuole anche una buona idea e tanto tempo per portare avanti il progetto. Come vorrei essere una blogger ma forse mi chiederebbero perché non pubblico fotografie entusiasmanti o pubblicizzo prodotti handmade. Mi scusi ma se ci fossero meno blogger a scrivere le stesse identiche cose ogni giorno, non sarebbe un mondo migliore? E poi, gli addetti marketing hanno tutti pubblicato un libro o diretto riviste?”

Bene, le faremo sapere.