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L’azienda ti interessa? Controlla la sua reputation!

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Ti sei candidato ad un’offerta di lavoro e sei stato chiamato per un colloquio? Ottimo, direi! Ricorda però che in una contrattazione di lavoro, non è solamente l’azienda che opera una scelta, anche tu sei parte attiva e devi valutare al meglio se quell’ambiente di lavoro si sposa o meno con i tuoi valori. Come fare?

Inizia la ricerca online scrivendo su Google “nome dell’azienda” e verifica i risultati soprattutto sulla parte “notizie” perché è lì che riuscirai ad avere uno spaccato sugli ultimi accadimenti relativi al brand. Se il brand in questione realizza eventi, ad esempio, è qui che troverai articoli e notizie che ne parlano. Nella parte generica dei risultati, invece, solitamente si rintracciano i link al sito web, ai canali ufficiali o alle iniziative di brand come concorsi o simili.

Se invece nel campo di ricerca Google utilizzi “dipendenti” + “nome dell’azienda” troverai articoli su casistiche relative ai dipendenti come: licenziamenti, rimostranze, premi e tutte quelle attività che coinvolgono direttamente i dipendenti e su cui esistono articoli pubblicazioni social.

Se cerchi “colloquio” + “nome dell’azienda” scoprirai – anche nella parte dei risultati generici, non solo tra le notizie – cosa dicono su forum e community rispetto alle esperienze di colloquio realizzate. Alfemminile, ad esempio, ha una sezione lavoro in cui compaiono temi di questo tipo ma potresti rintracciare anche discussioni su YahooAnswers e tanti altri. In questo caso troverai consigli su come affrontare il colloquio e, se esistenti, anche opinioni – positive o negative che siano – su chi ha già realizzato il colloquio.

Ricorda, infatti, che un ambiente di lavoro non è solo il frutto dai valori che l’azienda condivide ma anche una sorta di “somma” delle persone che vi lavorano all’interno: se un manager o un selezionatore hanno atteggiamenti negativi, questo si ripercuoterà sui dipendenti o sui futuri dipendenti (ovvero chi sta realizzando il primo colloquio) che probabilmente tenderanno a comportarsi di conseguenza, innescando un meccanismo negativo, prima cellula per la creazione di un ambiente di lavoro che con molta probabilità non risulterà stimolante o semplicemente non adatto a te.

Sapevi che ci sono dei siti ad hoc che raccolgono le opinioni dei dipendenti delle aziende? Si parla del luogo di lavoro, di salario, dei colleghi e di tanti aspetti importanti che sarebbe meglio tenere in stretta considerazione. Uno di questi è Glassdoor (anche se funziona meglio con aziende e agenzie internazionali), nel 2015 è stata anche la volta di Beproved (il sito però non risulta raggiungibile). Quello che ti consiglio per ora è Indeed, alla sezione “Recensioni aziendali”: in questo momento è la migliore fonte di informazioni per rintracciare i feedback dei dipendenti sulle aziende italiane.

Ora controlla i canali ufficiali dell’azienda, come il sito web e i suoi canali social, e guarda bene come comunica, se risponde agli utenti attivamente e in che modo. Se, ad esempio, i clienti sono gestiti e non lasciati lì inevasi con le loro richieste, se ci utenti insoddisfatti che non trovano risposta, se invece il customer care è attivo, ben preparato e cortese nelle risposte. Ci sono dei canali che secondo te potrebbero essere utili ma non sono stati attivati? Ecco, appuntatelo per il tuo colloquio! Potrai fare tutte le domande più utili per capire meglio come lavorano e con quali obiettivi.

Ora hai tanti elementi in più per valutare e fare la tua scelta ed anche per intavolare un discorso bilaterale con il tuo selezionatore. Non resta che dirti “in bocca al lupo & finger crossed!”.

Professione Social, sì ma quale?

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Social Media Specialist

Si occupa di gestire operativamente la presenza dell’azienda sui vari canali social come Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, Pinterest, Youtube, Google plus e chi più ne ha, più ne metta. E quando l’azienda recepisce il valore dell’attività social, solitamente è integrato nel reparto marketing e comunicazione per avere sempre un quadro su tutte le attività che poi hanno un riscontro assicurato anche sui canali social dell’azienda; produce contenuti e li pubblica sui vari social network, interagisce con gli utenti che commentano questi contenuti, modera le discussioni rispondendo anche alle critiche e deve essere sempre pronto a rapportarsi con tutti quelli che vogliono o hanno bisogno di interagire con l’azienda. Solitamente per questa posizione si cercano persone con un’ottima padronanza dell’Italiano ed anche una buona padronanza dell’inglese – questo poi dipende dalla tipologia di cliente gestito – e alcune volte si richiede che questo profilo sia anche in grado di sviluppare la grafica utilizzata insieme ai testi nelle varie pubblicazioni social. Per questo motivo, dei rudimenti sull’utilizzo di software di grafica non guastano, anzi. Per brand di “piccola taglia” può capitare che sia richiesta solo una persona in grado di svolgere tutto il lavoro social, che quindi riesca autonomamente ed operativamente a far tutto ciò che serve per gestire la presenza social del brand.

Community Manager

Questa figura potrebbe essere considerata un sottoinsieme della prima, oppure potrebbe avere ulteriori implicazioni oltre a quelle strettamente legate ai canali social dell’azienda, anche qui dipende dall’azienda. In linea di massima si occupa di gestire le relazioni con le community sia sulle pagine social aziendali sia al di fuori di esse, ad esempio in altri luoghi online come i gruppi facebook o i gruppi linkedin, altre community online o blog, il tutto finalizzato ad intercettare tutti coloro che potrebbero essere interessanti all’azienda per condurli all’interno della community di brand. Anche questa figura rappresenta a pieno titolo la voce del brand, il suo tone of voice, i suoi valori ed è in grado di rispettare tutte le regole del benestare sul web, riuscendo sempre ad ottenere il migliore risultato possibile per una collaborazione fruttuosa con gli intercettati.

Reputation Manager

Si inquadra solitamente all’interno di una squadra volta all’analisi delle conversazioni online presenti sui social dell’azienda e non. Parliamo di analisi realizzate ad hoc rispetto a temi particolari legati al brand ma anche ad analisi costanti rispetto ai beni e servizi prodotti o forniti dal brand. Il tutto per capire cosa pensa il pubblico dei prodotti, dei servizi, delle promozioni, delle iniziative ma anche dei valori e di tutto quello che va a rappresentare in qualche modo il mondo del brand in toto. Anche qui potrebbe essere una sola persona che lavora in grado, con l’uso di vari software, di intercettare quello che le persone dicono online e di tradurlo in percezioni del brand/prodotto che poi vengono esposte in modalità qualitative e quantitative. In soldoni se ci sono dei temi critici probabilmente si avrà a che fare con un sentiment negativo che dovrà essere approfondito per capire se ci sono aspetti da sanare e in che modo. Bisogna sempre considerare che ogni conversazione sul brand – negativa o positiva che sia – può rappresentare anche una nuova opportunità per cambiare rotta ed attuare strategie migliorative. L’importante è saperla riconoscere.

Digital PR & Influencer Specialist

Figura vicina sia al reputation manager che al community manager, ha il compito di promuovere il brand online e di interagire con tutte le figure di rilievo del web: giornalisti, esperti di settore, blogger, community, social star, influencer online in grado di orientare positivamente la reputazione dell’azienda sul web. Si occupa di gestire relazioni online con interlocutori differenti che possono portare valore aggiunto alle attività del brand grazie alle loro community, ai valori o ai settori che rappresentano o ai progetti che identificano e portano avanti; molto spesso è integrato nelle funzioni di PR dell’azienda e agisce sia preventivamente stimolando la pubblicazione di contenuti, sia in ottica difensiva nei casi in cui individua delle situazioni fonti di possibili crisi.

Social Media Manager

E’ il coordinatore di tutte le figure viste finora. E’ responsabile della progettazione della presenza online di un brand sui diversi social network e in particolare dell’adattamento dello stile di comunicazione delle strategie dell’azienda ai diversi mezzi che si utilizzano. Comunicare con il pubblico di Facebook, Twitter, Linkedin – infatti – non è la stessa cosa e un bravo social media manager deve essere in grado di comprendere che modalità utilizzare sui diversi media sociali. In alcune situazioni, potrebbe ritrovarsi da solo a gestire il tutto ed evidentemente sono richieste tutte o quasi le competenze descritte per gli altri profili di cui sopra. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di una figura strategica in grado di relazionasi con altre figure chiave dell’azienda, per ottimizzare le attività social sempre in accordo con tutte quelle previste da un piano marketing. Qualora qualcosa andasse storto, sarebbe questa figura a pagare le conseguenze proprio perché da sola rappresenta il perno su cui ruotano tutte le attività social e la reputation di una azienda. In alcuni casi potrebbe esserci più di un Social Media Manager, ad esempio quando c’è una agenzia che fornisce un team/un social media manager e l’azienda ne ha uno al suo interno per gestire i fornitori. Parliamo ovviamente di grandi aziende molto strutturate, che solitamente investono molto in questo tipo di comunicazione. Molto spesso questa figura è considerata – proprio per via delle sue skills da coordinatore – un punto d’arrivo perché prima di diventare un Social Media Manager, sei già stato anche un Social Media Specialist, un Community Manager, un Digital PR & Influencer Manager… e chissà che altro!

Personal Branding: change!

Vuoi cambiare lavoro? Si comincia così: la risorsa chiave sei TU! I tuoi interessi, le tue doti e capacità, la tua personalità e i mezzi che possiedi o gestisci sono le risorse che ti aiuteranno nel tuo personale processo di cambiamento. Nelle organizzazioni – ad esempio – le risorse chiave sono più estese e comprendono quelle finanziarie, fisiche, intellettuali e umane; un business model personale invece tiene inoltre conto di elementi come lo stress e il tempo, ma anche il senso di gratificazione e il riconoscimento altrui.

Scopri il tuo obiettivo, chiarisci che cosa vuoi fare per raggiungere la tua personale felicità. Dove vorresti arrivare? Cosa ti renderebbe davvero felice?

Cerca i partner ideali e strategici per farlo: specialisti di settore, consulenti, amici e conoscenti e, perché no, il partner. Chiunque abbia interesse ad ascoltarti potrebbe avere le migliori opportunità o anche solo degli spunti interessanti per aiutarti.

Agisci! Annota le azioni che pensi siano le migliori da intraprendere nel breve periodo and DO IT! In questo campo rientrano: il contatto con le tue attuali risorse umane e i tuoi capi, la ricerca di lavoro, la partecipazione ad eventi di settore, la formazione specifica.

Ricorda di avere un atteggiamento costruttivo e positivo e cerca di restare lucido in ogni fase. Questo significa comprendere che: ci saranno delle difficoltà da affrontare e che probabilmente non tutto andrà come vorresti. Ma tu devi continuare per la tua strada, se vuoi davvero scoprire cosa c’è alla fine.

Pronto? Go ON!

“Evviva, domani sono in smart working!”

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Il telelavoro o smartworking è una modalità di lavoro a distanza in cui solitamente si utilizzano app e strumenti tecnologici per comunicare con il proprio datore di lavoro e/o colleghi ed eventualmente i clienti. Parliamo di una tipologia di lavoro flessibile, sempre in linea con obiettivi e timing definiti. Sono in molti a ritenere che questa sia la forma di lavoro del futuro, consentendo – se utilizzato in modo massivo – un notevole abbattimento del pendolarismo, dei costi di trasporto derivati e anche del traffico.

I lavori in ambito social e digital sono perfetti per questa modalità di lavoro, per la quale occorre solo una connessione internet e un PC o uno Smartphone o un Tablet, oltre alla predisposizione della tua azienda a rendere comunicazioni e reperimento di risorse decisamente fluidi. Questo per dirti che se decidi di lavorare in quest’ambito, potresti avere la possibilità di lavorare in modo flessibile ovunque tu voglia (sempre nei limiti di quanto concordato), sia da freelance, sia da lavoratore dipendente.

Se le nuove tecnologie rendono tutto molto più semplice, c’è da tenere a mente però che molto spesso solo l’esperienza e una certa dose di dimistichezza con tutti gli strumenti, rendono questa modalità davvero semplice da attuare. Inoltre per un team rodato, questa modalità rappresenta un valore aggiunto perché consente di staccare la spina e prendere in mano le eredini del proprio tempo dedicandosi al proprio lavoro senza troppo stress, ma per un team nuovo di zecca – dove l’integrazione gioca un ruolo fondamentale e dove i membri sono tutti o quasi tutti junior – questa modalità potrebbe risultare difficoltosa da attuare o addirittura controproducente.

Ad ogni modo, se tutto dovesse funzionare, i risultati dello smart working non si misurerebbero di certo in base alle ore lavorate ma sugli obiettivi raggiunti. Questo cambiamento – unito alla minore pressione sul lavoro, grazie al fatto di non avere a portata di mano il capo o, nei peggiori casi, il suo fiato sul collo, i colleghi più antipatici e tutte quelle piccole o grandi situazioni di stress da ufficio – porterebbe ad un sicuro aumento della produttività e ad un miglioramento del benessere lavorativo bilanciato con i propri tempi di vita. Un sogno, no?

Per approfondire, definizione e leggi sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Cercare lavoro nei social, con i social

I Social – non solo Linkedin – possono essere un valido strumento per farsi conoscere al meglio da selezionatori e professionisti delle risorse umane – ma anche da tante altre figure che si trovano alle prese con la ricerca di collaboratori – in modo complementare al classico invio del CV. A quanto pare, secondo una recente ricerca Adecco, sono 7 su 10 i selezionatori del personale che sfruttano i Social per cercare candidati o semplicemente per “verificare” se quella persona è adatta o meno. Ecco cosa c’è da sapere!

#Foto profilo

YES: dai un’immagine di te che sia coerente con la tua personalità, senza essere né eccessivamente formale, né troppo informale; coordina la tua immagine su tutti i canali social. Sorridi! NO: evita le immagini forti, che utilizzino ironia dissacrante, che risultino violente anche solo per alcuni, che siano troppo esposte sui temi sensibili, che rappresentino cose, animali o altro che non sei tu.

#Profilo social adeguato e interessante

YES: specialmente su Linkedin, cerca di essere esauriente e dettagliato, con tutte le informazioni riguardanti il tuo percorso formativo e lavorativo; se hai troppe esperienze da descrivere, seleziona solo quelle più in linea con le posizioni che cerchi. Cerca notizie interessanti da condividere sui tuoi profili per mostrare a tutti la tua passione per l’argomento. NO: evita informazioni complesse, frammentarie e troppo altisonanti. Evita di pubblicare articoli troppo banali o di “giudicare” in modo arrogante una attività particolare che stai descrivendo, ricordando che un giorno potresti essere stato tu a far parte di quel progetto finito male.

#Ricerca delle opportunità

YES: guardati intorno e cerca opportunità interessanti ovunque, controllando gli annunci anche sui canali social delle piattaforme di recruiting per verificare offerte in linea con i tuoi interessi, il tuo settore e il tuo luogo di residenza; se una azienda o agenzia ti piace particolarmente, vai pure con l’autocandidatura descrivendo le motivazioni del tuo interesse. NO: non candidarti se le posizioni non ti interessano davvero e non farlo se il tuo profilo è totalmente diverso da quello richiesto. Meglio non far perder tempo a nessuno.

#Connessione con le aziende adatte a te

YES: scegli aziende e persone che possiedono un profilo professionale interessante e coerente con la tua ricerca e connettiti con loro. Prova a renderti visibile scrivendo tu stesso articoli interessanti (citando sempre le fonti), segnalando notizie di settore, mostrando la tua parte propositiva, professionale, smart… la migliore che hai! NO: evita di essere uno stalker e quindi di utilizzare le connessioni solo per chiedere di essere preso in considerazione senza dare delle motivazioni valide.

#Partecipa attivamente ai gruppi di discussione

YES: su diversi canali (Facebook, Linkedin, Telegram) puoi rintracciare gruppi di discussione adatti alle tue ricerche. Partecipando attivamente potrai rimanere costantemente aggiornato e incrementare le tue conoscenze. NO: iscriverti senza partecipare ti aiuterà ad avere qualche informazione in più ma non ti darà modo di farti notare. Non restare in disparte, ma non intervenire per risultare off topic o inadeguato.

#Aggiorna il tuo profilo e fai sempre il check

YES: ricorda di aggiornare le tue informazioni, di condividere costantemente contenuti e di allargare la tua rete di contatti. Mostra le tue intenzioni di crescita professionale e renditi interessante. Controlla costantemente su Google, digitando il tuo nome e cognome, quali sono le informazioni visibili a tutti. Se rintracci informazioni che non vuoi mostrare, devi risalire alla fonte in cui sono state pubblicate e cercare di rimuoverle oppure provare ad inviare una segnalazione a Google. NO: non lasciare il tuo profilo risulti visibile e non aggiornato ed evita che le informazioni non adeguate siano esposte sui motori di ricerca, sistemando sempre al meglio le impostazioni sui siti che utilizzi.

Cosa significa lavorare nel Social?

Partiamo dall’inizio: il Social media marketing (SMM) è quell’insieme di strategie pensate su misura per le piattaforme social – Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Snapchat e tante altre – attraverso cui aziende e brand mirano a promuovere i propri prodotti o servizi, raggiungere nuovi clienti o coinvolgere di più e meglio i clienti attuali e, non ultimo, costruire e difendere la propria reputazione.

Il Social media marketing non coincide con il digital marketing ma è una sua parte. Chi decide di investire in marketing digitale elabora strategie più ampie che utilizzano tecnologie digitali per creare una comunicazione integrata, mirata e misurabile che aiuti ad acquisire e fidelizzare i clienti in target. Il social media marketing ha come campo d’azione esclusivo le piattaforme social, perfette per costruire relazioni forti e continuative tra un brand e i suoi clienti. Un brand, infatti, attraverso i social media, può ricevere feedback immediati sulla propria attività e sui propri prodotti, creando nell’utente un senso di appartenenza e stimolandolo ad avvicinarsi per poi invitarlo a compiere azioni precise come: condivisioni, interazioni, valutazioni e addirittura acquisti.

Il social media marketing non è solo social media advertising. Nel secondo caso si fa riferimento esclusivamente a strategie a pagamento: la maggior parte delle piattaforme social, infatti, ha sviluppato negli anni degli strumenti a pagamento che permettono a marketer di modulare il proprio investimento e impostare campagne finalizzate a raggiungere il proprio target, migliorare le conversioni, perseguire ulteriori obiettivi integrati con strategie digital e non.

Cosa fa chi lavora nel social media marketing?

Implementa e realizza la strategia social: stabilisce gli obiettivi di una strategia di social media marketing e le azioni per raggiungerli.

Realizza piani editoriali: crea contenuti da pubblicare sui canali social, definisce obiettivi di comunicazione, una timing di pubblicazione e tutti quegli elementi utili alla pubblicazione. A seguire, pubblica i contenuti sui canali e si occupa di moderare i commenti degli utenti.

Stabilisce – e in alcuni casi setta – le promozioni: tra tutti i contenuti identifica quelli più adatti all’amplificazione per raggiungere gli obiettivi della strategia e destina loro il budget appropriato.

Interagisce con gli utenti: rappresenta la voce del brand e risponde prontamente alle domande della community. Si occupa di reperire le informazioni corrette supportato dal brand e di utilizzare un tone of voice che identifichi al meglio il brand e i suoi valori.

Realizza la reportistica: analizza i risultati ottenuti dalle azioni di social media marketing per capire se gli obiettivi sono stati raggiunti e stabilisce come aggiustare il tiro.

E quindi… Vuoi entrare anche tu nel magico mondo del Social Media Marketing?

Per fare una scelta mirata, scopri di più sul settore grazie alla ricerca di Buffer “State of Social 2019”.

Rif. Social Media Manager

Fonte: http://www.valentinastefanelli.it/

Fonte: http://www.valentinastefanelli.it/

Se state cercando lavoro come Social Media Manager, Community Manager e affini vi faccio le congratulazioni, troverete tante opportunità per mettervi in gioco sparse per il mondo.

La prima cosa da capire è se volete restare nella vostra zona d’origine oppure volete spostarvi. Probabilmente la vostra terra natia offre già tante possibilità e allora, che dire, siete ancora più fortunati.

Quello che mi sento di consigliare è di tenere gli occhi aperti ed essere recettivi per valutare sempre e comunque nuove strade da battere, nuove idee da portare avanti, nuovi progetti da abbracciare. Con questa tipologia di lavoro non smetterete mai di sorprendervi delle innumerevoli declinazioni disponibili in Italia e all’estero.

Se abitate in una zona del centro-sud Italia probabilmente vi chiederanno anche dei rudimenti di photoshop o delle capacità di comunicazione che non abbraccino solo il social se non solo il web. Non sorprendetevi se vi avevano preso per seguire un progetto social e ora vi ritrovate a gestire i clienti o a cercarne di nuovi.

Se abitate a Milano forse avrete un team da coordinare e vi sarà richiesto di essere sempre aggiornati sulle ultime tendenze, sarete il punto di riferimento per la tecnologia a cui tutti verranno a reclamare.

Alcune volte e per alcune aziende vi sarà richiesto “esclusivamente” lo sforzo strategico e creativo che metta in moto l’intero assetto operativo di social media marketing, altre volte vi sarà richiesto di essere voi stessi mente e braccia dell’intero processo. Ecco le caselle da riempire, le funzioni che vi saranno richieste, considerando che alcune volte potreste dover rispondere solo ad alcune di queste voci mentre altre volte a tutte se non di più.

Ideazione di un progetto di social media marketing: concept creativo e strategia

-Selezione e realizzazione degli account social

-Realizzazione dei piani editoriali per la gestione degli account

-Gestione e community management degli account social

-Realizzazione e gestione dei piani di advertising sui social network

Reportistica e analisi dei risultati

Ma prima della ricerca vera e propria, prima di candidarsi ad una posizione aperta insomma, sarà fondamentale dimostrare di essere dei veri appassionati, dei newskeeper di professione. Per questo dovrete essere aggiornati e, perché no, anche un po’ smanettoni. Le prime cose da fare sono due.

-Seguire blog di personaggi autorevoli, ecco alcuni italianii: Davide Licordari, Paolo Ratto, Davide Pozzi, Giorgio Tave, Roberto Venturini, Jacopo Pasquini, Gianluca Diegoli, senza dimenticare alcuni magazine a più mani come Wired, Ninja Marketing, Mashable.

-Cavalcare i trend della rete intervenendo il più possibile nei dibattiti in corso, ad esempio, utilizzando gli hashtag più chiacchierati.

-Avere una presenza social solida e riconoscibile attraverso la cura costante e quotidiana dei profili personali, ricordando di mantenere la vostra immagine cross social coerente.

Chiunque vorrà darvi una possibilità in questo campo non resisterà alla tentazione di cercare il vostro nome su Google, ecco perché occorre avere tutto sotto controllo.

Avete già provato a vedere a cosa siete immediatamente associati nella prima pagina dei risultati di Google?

I (will) have a dream!

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C’era una volta l’incoscienza, la gioventù sconsiderata, quella che ti porta credere di poter fare qualsiasi cosa.

Dove è finita quella energia che caratterizza tutti i giovani nell’indole, quella forza che è parte fondamentale di una fase e che dovrebbe essere patrimonio dell’umanità intera?

Mi capita di discutere serate intere su idee, progetti, avventure da non perdere, strade da intraprendere e soluzioni possibili per poi cestinare ogni cosa nel momento stesso in cui ne vengon fuori le parole.

E voglio dirlo qui: mi batterò per portare a termine anche solo uno di questi possibili lampi di genio, lo giuro.

Vedo, leggo e scopro di giovani che trovano la forza ed il coraggio di mettersi in gioco ma sono davvero pochi rispetto alla totalità. E allora di che cosa abbiamo paura? Di sbagliare, di fallire, di scoprire che non c’è davvero speranza… Non è che non ci va proprio di combattere?

C’è qualcuno che ha ancora un sogno, un’idea che porta dentro da tempo?

Vi chiedo di crederci ancora. Tutto quello che avete sempre sognato è possibile o avvicinabile solo se ci credete voi per primi.

La ricerca di un lavoro che ci soddisfi o del proprio posto nel mondo, svegliarsi soddisfatti ogni mattina (o quasi) e avere le energie per affrontare una difficoltà sono solo alcune delle variabili connesse a quelli che erano – e forse sono ancora –  i vostri sogni

Ecco il consiglio: cercate ovunque stimoli che vi permettano di portare avanti le vostre idee, parlate con amici e conoscenti interessati, informatevi sulle possibilità che avete a disposizione e prendete in seria considerazione le vostre idee!

Amen.

La ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro.

In anni di università tra perplessità, nuove conoscenze e suggestioni sul più remoto futuro, ci sono poche frasi che fanno ancora capolino tra i miei pensieri e questa è una di quelle: la ricerca di un lavoro è essa stessa un lavoro!

Diverse  sessioni di orientamento, rincorse dei più ardui formatori e convocazioni negli uffici di placement non sono state incisive come quella frase, letta in un manuale che proponeva la risposta alle tue reali attitudini.

La risposta ci terrei a sorvolarla, confusa quanto le mie embrionali attitudini… ma la realtà, lei era dietro l’angolo.

Ora chiedo a voi che state cercando l’impiego, probabilmente il primo:

Quanti CV inviate al giorno?

Che strumenti usate?

A chi fate riferimento?

E che risultati avete?

Sono qui per trovare le strategie più utili e suggerirvi le risposte ma solo se considererete di aver tempo libero per colazione, pausa pranzo e aperitivo! What else?