Archive for Maggio, 2013

Seniority e irriverenza vanno a braccetto!

“La chiamo per dirle che l’abbiamo esclusa dalle selezioni. Ci dispiace, ma lei è troppo senior per la posizione ricercata. Auguri Professionali e buona giornata”.

“Magari fossi senior! A questo punto avrei una certa posizione, un team da dirigere e rispetto tutto intorno. Ascolti bene: senior non me lo ha mai detto nessuno! Ci tengo a sottolineare non sono junior ma neppure un senior. Direi più un intermedio, b1 o b2, non saprei definirmi. E’ un problema di stipendio, dica la verità? La posizione è perfetta per me, il social media strategist che cercate è un neolaureato? Che strategie potrebbe mai progettare uno che è al suo primo impiego? Ragioniamo sul compenso piuttosto, potrei abbassare la soglia e venirvi incontro, potrei indossare una toga o una corona d’alloro, se preferisce… potrei usare più frequentemente la mia potentissima crema antirughe; ah… dimenticavo, potrei anche preparare qualche caffè e inceppare la fotocopiatrice. Sono in linea ora?”

Tu, tu, tu.

Scrivere per il web

scrivere per il web

Avete carta e penna? Ok, non vi servono se non ad appuntarvi qualche suggerimento da consultare anche quando il vostro pc è spento.

Scrivere per l’online ha bisogno di accorgimenti particolari che riguardano, non tanto la tipologia del contenuto, quanto la sua forma.

Ecco alcune semplici regole, scoperte pian pianino durante gli stage a pochi euro, alle prese con portali, siti statici, dinamici e quant’altro:

Sintesi: ogni argomento deve essere trattato con assoluta brevità, provando a comunicare immediatamente gli argomenti chiave di tutto l’articolo. Gli utenti hanno già commesso delle azioni per arrivare sul vostro testo e non si tratterranno a lungo se non troveranno immediatamente quello che cercano.

Chiarezza: L’utente non legge in modo canonico ma – soprattutto quando è alla ricerca di informazioni – scansiona il testo rapidamente, alla ricerca delle informazioni desiderate. Tutto deve essere funzionale a questa ricerca, anche la formattazione: parole chiave in neretto, elenchi puntati, paragrafi distinti, titolo esplicativo e chiaro, senza dimenticare che le immagini possono essere molto importanti… se utili a comunicare un concetto in modo veloce ed esaustivo. Il font e l’interlinea devono essere scelti in base alla facilità di lettura e non all’estetica… e il linguaggio deve rispettare il target di riferimento, ma la semplicità – ricordate – sarà sempre premiata.

Fonti e approfondimenti: Se citate ricerche o ulteriori contenuti che non sono di vostra produzione, è buona regola citare le fonti e magari inserirle in fondo all’articolo in modo chiaro ed evidente. Se ci sono approfondimenti da suggerire è il caso di pubblicare i link diretti. E’ oltremodo importante scegliere link e fonti in linea con i vostri contenuti e il più possibile affidabili, o che godono di ottima reputazione: sarà di giovamento anche per la vostra.

Interazione: Infine il testo deve essere linkabile, commentabile e condivisibile. Ogni utente è portato a compiere azioni, soprattutto se il testo lo ha conquistato davvero. Vogliamo perdere l’opportunità di farci fare del buon passaparola? Direi di no.

Chi non ha un blog?

“Mi sorprende sempre sapere che un addetto al social media marketing non ha un blog…”

“Ma io non sono una blogger! Sono una social media marketing specialist, al massimo strategist. Vorrei essere una social media manager un giorno e forse, allora, potrei pensare di aprire un blog del tipo dioesiste.it ma, probabilmente, anche in quel caso, sarei talmente occupata nel mio lavoro da non avere tempo di scrivere in modo qualificante. Scrivere bene è una delle caratteristiche per un buon blog ma non la sola. Ci vuole anche una buona idea e tanto tempo per portare avanti il progetto. Come vorrei essere una blogger ma forse mi chiederebbero perché non pubblico fotografie entusiasmanti o pubblicizzo prodotti handmade. Mi scusi ma se ci fossero meno blogger a scrivere le stesse identiche cose ogni giorno, non sarebbe un mondo migliore? E poi, gli addetti marketing hanno tutti pubblicato un libro o diretto riviste?”

Bene, le faremo sapere.

Ha qualche domanda?

“La ringrazio per questo colloquio. Il suo profilo è davvero interessante e sono sicura che potrebbe essere utile per la nostra azienda ma in questo momento non stiamo cercando. Qualora entrasse un nuovo progetto e avessimo necessità di nuove risorse, potrebbe probabilmente essere ricontattata. Ha qualche domanda?”

“Sul vostro sito c’erano ben tre posizioni aperte e, di queste, almeno due facevano per me. Mi sono candidata perché la vostra realtà mi piace e avrei voluto farne parte. Lavoro, certo, ma la situazione non è rosea e ho davvero poco tempo da dedicare ai colloqui; ho fatto un grande sforzo per essere qui da voi. In effetti una domanda ce l’ho: perché diavolo mi avete chiamata?”

Pausa pranzo? Let’s lunch!

letslunch

Siete iscritti su Linkedin e avete sete di contatti? Bene, ora è possibile invitare a pranzo le persone che più vi stimolano, lavorativamente parlando.

Iscriversi è semplicissimo: cv alla mano, ricerca dei contatti affini, possibilità di iscriversi a gruppi interessanti e di crearne di nuovi e – soprattutto – inviti a pranzo.

I  tuoi interessi sono il punto di partenza, poi colleghi i tuoi account LinkedIn, Facebook e Twitter e indichi quando sei disponibile per un pranzo. E in un attimo i tuoi contatti crescono anche al di fuori del web.

Qualche giorno fa ho partecipato al mio primo pranzo, sono stata invitata da una social media manager stimolante e divertente ed ora stiamo già progettando nuovi incontri per creare sodalizi professionali. Tra sushi e sashimi, ho scoperto che la mia interlocutrice ha esperienza decennale nel campo ed è una appassionata di social media marketing e antropologia e questo non può che creare una scintilla tra di noi. Sognamo di collaborare al più presto non appena ci sarà occasione e nel frattempo condividiamo esperienze, know how e l’amore per il Giapponese!

Qualche informazione in più: in due mesi Letslunch ha raccolto 3mila iscritti e organizzato 1.500 pranzi nel Belpaese, mentre negli Stati Uniti ha già 12mila utenti.

http://letslunch.com/